Ci sono persone che quando decidono di voltare pagina lo fanno cambiando pettinatura. Banali, eh. Ci sono persone che non cambiano nulla di esteriore, perché lo trovano un inutile esibizionismo. Poi ci sono io. Io cambio blog. E lo faccio con una frequenza a dir poco inquietante. Ho come l’impressione che il mio cervello stia cominciando a perdere colpi e che questo parossismo del cambiamento derivi da disfunzioni neurali che sono al di là della mia comprensione. Per compensare questa tendenza al terrorismo mediatico che ultimamente sembra volermi schizzare da un dominio all’altro, ho deciso di mantenere il vecchio blog e semplicemente spostarlo. Non è che se smetti di stare con uno che si chiama Violi smetti di essere una pa(n)tera viola. Non è che se cambi strada smetti di essere te stessa. Che poi sui confini dell’identità personale ho già discusso. Ho la netta sensazione di essere più persone in una, e so che questo in termini scientifici si chiama schizofrenia, ma non penso di essere malata. Pazza sicuramente, ma non patologica. Spero di fermarmi. Lo spero sul serio, primo perché haij.in mi piace e credo nel progetto anche se non ho ben capito in cosa consiste (e forse è per questo che mi affascina tanto), secondo perché mi piace wordpress e terzo perché sono stanca.