Invenzioni strampalate dal successo assicurato: l’assorbente interno vibrante

Da oggi mi cimenterò con una nuova rubrica seria o umoristica o qualcosa del genere, non ho ancora deciso. Come avrete notato sono una persona molto creativa, solo che come mi disse un giorno una manager di Coca Cola Company “noi di creativi non ne assumiamo tanti perché non è che servano a molto alla compagnia”. Non è vero, o meglio io non la penso così. Credo che i creativi servano di brutto e che la nostra società caotica e priva di fantasia abbia decisamente bisogno di qualcuno che ogni tanto prenda le distanze dal traffico quotidiano e si fermi a pensare. E poi magari sforni qualche genialata. Dato che io di tempo per pensare e non fare un cavolo ne ho parecchio, ho deciso di dare il mio contributo. Se poi calcolate che ho la vita sociale di un gerbillo in letargo (pur senza sapere cosa sia un gerbillo mi pare renda l’idea, ma non ho voglia di cercarlo su google) capirete come mai ho deciso di scriverne il lunedì.

Il lunedì è quel particolare giorno della settimana in cui le persone pigre e involontariamente molto impegnate arrivano belle cariche dopo aver passato il weekend a cazzeggiare. A meno che non abbiano una discreta vita sociale. Io, essendo pigra e anche un po’ misantropa, non ce l’ho e quindi posso permettermi di pensare molto a lungo nel weekend. Ed ecco che mi esplodono i neuroni in un tripudio di creatività e sforno delle idee che secondo me sono geniali. Se lo sono anche per il mondo ce lo diranno i posteri.

L’idea di questa settimana è, rullo di tamburi, l’assorbente interno vibrante! Potevo risparmiarmi il rullo di tamburi, dato che l’ho scritto nel titolo e non è che ci fosse poi tanta suspance, ma dato che il lavoro mi impone di essere sintetica penso che sfogherò la mia verbosità frustrata nel blog, per la gioia di tutti i lettori. Fantastico come scrivere 2000 battute di cronaca sembri pesante e faticoso, mentre scriverne altrettante di stronzate mi riesca abbastanza naturale (e soprattutto non ci metto due ore).

Ma torniamo alla nostra invenzione, che se mi perdo è la fine. L’idea mi è venuta osservando la demenziale pubblicità di un assorbente interno dal target giovane che di solito va in onda su Mtv. Se le pubblicità di assorbenti normali sono piene di ragazze con le farfalle nel cranio, quelle degli assorbenti interni sono peggio. Mi sono sempre chiesta perché e alla fine ho concluso che gli assorbenti interni, se male infilati, danneggiano qualche fascio nervoso indispensabile per l’intelligenza femminile. Deve essere così, altrimenti non si spiega come mai la ragazza di quella pubblicità in particolare facesse cose strane tipo lampeggiare e sorridere in loop. E a quel punto si è accesa una lampadina.

Se l’assorbente interno può farti lampeggiare, perché non inventarne uno vibrante che stimoli il buonumore? Di sicuro è possibile. Sul come un assorbente vibrante stimoli il buonumore, se me lo permettete, glisso: siamo tutti adulti, vaccinati e in grado di capirlo, spero. In caso non lo siate, forse avete usato male un assorbente interno lampeggiante e avete compromesso il vostro sistema nervoso. Fermatevi a riflettere e capirete che questa è la soluzione a numerosissime problematiche femminili che sembravano impossibili da risolvere.

In primo luogo il calo della libido e la fatica a provare piacere. Anche se tutte vi diranno di no, sono fra i mali più diffusi. Io li imputò a una scarsa sensibilità sessuale maschile e penso che le cose stiano un po’ migliorando, ma l’assorbente interno “Siluro della Felicità” (è il nome che gli ho dato, ma se ne avete di migliori proponeteli pure) risolverebbe la questione alla radice. Se hanno inventato gli anelli vibranti e i gel stimolanti, immaginatevi cosa potrebbe fare il nostro S.d.F. per far scomparire ogni forma di complesso sessuale da entrambe le parti. Beh, probabilmente ridurrebbe in modo drastico anche la necessità di una relazione sessuale (se non per fini riproduttivi), riducendo indirettamente lo stress femminile. Per le relazioni sentimentali ancora ci stiamo attrezzando.

Inoltre verrebbe decisamente dimezzato il numero di “ragazze acidelle”, rendendo la vita più facile a tutti noi. Una metà di loro, quella i cui disagi derivano da una malformazione genetica, rimarrebbe, ma per questa fetta di popolazione l’unico rimedio è l’eutanasia. Dato che mi sento di far parte delle “geneticamente acidelle” non mi sento di suggerirlo. Però ci libereremmo in un colpo solo di una massa non indifferente di scassamaroni. Anche noi g.a. staremmo meglio, ve lo assicuro. Starebbe un po’ meno meglio un noto gruppo rap romano, ma cos’è l’infelicità di due individui in confronto al bene dell’umanità? Ho bisogno anche io di liberarmi di una “ragazza acidella” (di cui non faccio il nome perché non merita e perché non voglio essere denunciata), quindi non so se si tratta di conflitto di interessi in questo caso. Al diavolo. Se lo fanno i politici posso farlo anche io.

In questo modo avremmo un pianeta pieno di bellissime ragazze che sorridono senza motivo per strada (e ogni tanto sbavano, ma non ci faremo più caso dopo le prime due settimane). A questo punto posso ritenermi soddisfatta perché penso di avervi dimostrato in poco più di cinquemila caratteri come basti davvero poco per rendere il mondo migliore. Mi sa che l’esame di filosofia del linguaggio mi è servito a qualcosa.

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3 commenti

  1. Vick(dio) ha detto:

    basterebbe anche solo mettere intorno ad un vibratore un panno e tenerlo dentro tutto il giorno no?^^

  2. Silvia ha detto:

    Come nome alternativo propongo “tronchetto della felicità”
    ahah :D

    grande Auro, ironica e frizzante!

  3. Auro ha detto:

    @Vik: appunto, è anche facilmente realizzabile.
    @Silvia: ahahahah! sì ma quello è già preso! thanks, by the way!

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