Prosciutto e melone

Scritto in riflessioni, solitudine in data 2 settembre 2010 da Auro

prosciutto e meloneL’altra mattina ero sull’autobus e andavo al lavoro. Ero un po’ giù, non è un bel periodo per me e mi sembra che mentre certe cose si stanno pian piano aggiustando, altre mi sfuggono totalmente e le rincorro senza speranze, illudendomi di poterle riacciuffare. E poi l’attesa, l’attesa la odio.

Insomma me ne stavo sul solito scomodo seggiolino di autobus a cui ti si appiccica la schiena per quanto ti fa sudare e passando sul lungoparma vedo il solito stereotipato immigrato coi vestiti zozzi (non solo i vestiti forse) e il capello arruffato che butta via un mezzo melone perfettamente scavato, come con un cucchiaino.

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Random shards of soul

Scritto in amore, filosofeggiamenti, io, riflessioni in data 18 agosto 2010 da Auro

Scrivo perché non riesco a dormire, perché ho una specie di grumo nero dentro che non riesco a zittire e che urla, come se dovesse assordarmi. Sono giorni che continuo a rimuginare su sta cosa e allora tanto vale che la scriva, così almeno si allontana da me. Mi sembra di essere la pantera che ho visto allo zoo di Roma. Chiusa in gabbia, che misura le quattro pareti che la circondano a passi lenti e regolari come il ticchettìo di un orologio. Poi d’improvviso spicca un balzo per raggiungere il ramo più alto dell’unica pianta che le tiene compagnia e si adagia malinconica a fissare un orizzonte che non potrà mai raggiungere e che l’aspetta silenzioso dall’altra parte della parete in plexiglass.

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Pomeriggio bianco e nero

Scritto in amore, riflessioni in data 3 agosto 2010 da Auro

Ero al bar sotto la sede dell’Ascom aspettando di fare la videointervista alla vicepresidentessa, seduta su un divanetto bianco. Io tutta vestita di nero, con in mano un nevelatte mezzo sciolto. Sembravo proprio una bandiera della juve oggi. E guardavo l’orizzonte, persa in chissà quali pensieri, non me li ricordo neanche più. Ricordo il tema, ma come dimenticarlo, dato che ultimamente è il mio tormentone? Pensavo che sto solo scappando da questa realtà che mi schiaccia distraendomi dalle cose davvero importanti, e che tutto quello che sento non è altro che un’oziosa fuga dal dolore. Pensavo troppo col cervello e troppo poco col cuore, ecco tutto.

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Pelle

Scritto in filosofeggiamenti, malinconia, riflessioni, solitudine in data 5 marzo 2010 da Auro
E’ sera, in Piazza Garibaldi. Fa anche freddo, ma non so come mai non me ne sono accorta. I lampioni macchiano di luce il cielo notturno. Non so come fa, ma Parma riesce ad essere luminosa e buia allo stesso tempo, di sera.
Poi d’improvviso il gelo entra sotto la mia pelle, nelle ossa. E’ il momento in cui realizzo che, nonostante io non sia single, continuo a sentirmi sola. La solitudine è una cosa che ti porti dentro per sempre. Da quando nasci fino al momento della tua morte. Ci illudiamo di non sentirla quando siamo sommersi dagli altri, ma alla fine non ci molla mai. E tutte le relazioni di amicizia, sentimentali, familiari persino, si riducono a un tentativo di ignorare l’eterna solitudine che ci avvolge. Ma è tutta colpa della pelle.
Il nostro confine, questa membrana impenetrabile che ci separa dall’esterno. Questa parete che distingue l’io dagli altri. Se non ci fosse la pelle sarebbe tutto molto più semplice, immediato, vorrei potermela strappare a volte. Potremmo mescolarci, entrare negli altri, uscirne e tornare noi stessi. Gli uomini possono farlo, in un certo senso, perché noi donne no? Perché ci viene negato il diritto di intrusione che invece agli uomini è concesso? Ma in fondo anche noi possiamo averlo un barlume di comprensione, no? Alla fine il sesso non è che un mescolarsi, e anche ricevendo dovremmo essere in grado di capire, almeno un po’. Vorrei scambiarla allora, la pelle. Vedere cosa si prova ad essere voi. Anche solo per un istante essere un’altra persona.
Chissà com’è, una vita senza pelle.

Lazarus syndrome

Scritto in medicina, morte, riflessioni, sindrome di lazzaro in data 19 febbraio 2010 da Auro
Hanno detto che è una condizione rarissima. Ok, ci sta. Per sicurezza però, voglio che resti scritto da qualche parte che non voglio donare organi, non voglio l’autopsia, non voglio essere imbalsamata. In breve: non mi toccate.

Fate così: lasciatemi stare un paio di giorni in una stanza calda. Quando inizio a decompormi potete pure seppellirmi.
In ogni caso, io spero proprio di essere immortale. Dicono che non si può, che la morte è una delle cose certe della vita. Non si sa mai, dopotutto la speranza è l’ultima a morire. Appunto.

Random Thoughts

Scritto in amore, diamanti, malinconia, riflessioni in data 13 novembre 2009 da Auro

Camminare è strano. Non riesco a farlo senza distrarmi. Devo sempre inciampare e pensare ad altro, finendo col non salutare le persone che mi conoscono e col fare figuracce. In effetti sono concentrata, però non nell’atto di camminare, in qualcos’altro. Ultimamente poi, non riesco nemmeno più a scrivere, cosa che mi ha sempre disteso parecchio. Stare senza scrivere non è naturale, almeno per me. Sono una di quelle persone per cui scrivere è importante tanto quanto mangiare, respirare, dormire, fare l’amore.
Sono mesi che non scrivo. Seriamente intendo. Mi fa strano sta cosa. Non seguo più gli altri blog, nemmeno il mio in effetti. Non scrivo racconti, romanzi, storie. Non riesco nemmeno a fare delle belle foto, che per me è più o meno la stessa cosa di scrivere.
Ho disegnato tanti vestiti però, il che significa che la mia creatività non si è spenta del tutto. Però… Forse si è indirizzata verso qualcos’altro. Ma allora perchè scrivere mi manca tanto?
Perchè non posso farne a meno? Mi sembra quasi che manchi qualcosa in questa vita. Non ho di che lamentarmi, nel senso che ho un ragazzo che mi ama tantissimo pienamente ricambiato, ho quasi finito l’università e ho un sacco di progetti interessanti da seguire.
Ma sono confusa e rassegnata. Questo mondo non è fatto per amare. Questa miscela di stress e invidia, e cattiveria e dolore non stimola i sentimenti positivi. Litighiamo sempre per delle cavolate, perdendo il senso della vita. In questa situazione, allora, quando siamo così fortunati da tromare un amore, uno vero, dobbiamo conservarlo come se fosse prezioso come un diamante. Come se fosse nulla al mondo di più raro, nulla di più bello al mondo. In effetti è proprio così. Non disperdiamo tutto questo amore in litigi futili. Impariamo a coltivarlo, per favore.